L’ANAC, nell’approvazione dell’Aggiornamento 2018 al Piano Nazionale Anticorruzione (delibera 21 novembre 2018 n. 1074), ha stabilito alcune semplificazioni relative all’adozione annuale del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza per gli enti locali di piccole dimensioni.

Nello specifico è stato previsto che i piccoli Comuni, per i quali rimane comunque l’obbligo di adottare il PTPCT triennale entro la scadenza, fissata per legge, del 31 gennaio, in considerazione delle difficoltà dovute proprio in ragione delle loro dimensioni ridotte e solo nei casi in cui nell’anno successivo all’adozione del PTPCT non si siano verificati fatti corruttivi o modifiche organizzative rilevanti, possono provvedere all’adozione del PTPCT con modalità semplificate.

Tale semplificazione consiste nell’adozione di un provvedimento con il quale, contemporaneamente, si attesta l’assenza di fatti corruttivi nel corso dell’ultimo anno e viene convalidato il piano anticorruzione già adottato, pur essendo prevista la possibilità di integrazione e/o variazione delle misure preventive presenti nel piano triennale, nel caso in cui emergessero elementi significativi a seguito dell’attività di monitoraggio posta in essere dal responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’ente.

Rispetto a tali semplificazioni, a seguito della richiesta da parte del Presidente di una Unione di Comuni di piccoli dimensioni, di poter estendere tale agevolazione anche appunto all’Unione, l’Autorità Nazionale Anticorruzione con la deliberazione n. 881 del 25 settembre 2019, depositata in data 3 ottobre 2019, afferma la non estendibilità alle Unioni della modalità semplificata prevista per i piccoli Comuni, in quanto la legge prevede già procedure semplificate per le Unioni di Comuni alle quali, ad esempio, è data la possibilità, se prevista dallo statuto, di poter gestire la prevenzione della corruzione, con l’adozione di un unico Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC) che tenga conto sia delle funzioni gestite dall’Unione, sia delle funzioni svolte autonomamente dai singoli comuni. Pertanto, concedere ulteriori semplificazioni procedurali comporterebbe una eccessiva riduzione degli obblighi legati all’attività di prevenzione della corruzione e della trasparenza previste dalla L. n. 190/2012.